La moda che non passa di moda

6 dicembre 2007 da Redazione PoinTrends | 0

La moda che non passa di modaDi fronte a una moda i cui codici cambiano inesorabili ogni stagione, ci sono pur sempre dei punti fermi, i cosiddetti evergreen che, al di là di ogni volubile tendenza, rimangono inossidabili al tempo e alle voghe. Detto così sembra facile. Ma non lo è. Ogni donna astuta sa infatti che i cosiddetti capi base del guardaroba devono essere usati con fantasia, per trasformare in tocco di stile un dettaglio mancante o un errore voluto. Guai dunque alla parure: con collana di perle + tubino nero + décolleté + Kelly di Hermès o surrogato, si rischierebbe una noia infinita. Ecco, i pezzi irrinunciabili per ogni armadio che, mescolati con criterio, apriranno a tutte uno spiraglio per la Best Dressed List, la classifica del top dell’eleganza.

TUBINO NERO
«Ecco l’utilitaria firmata Chanel» prediceva Vogue nel 1926, a proposito della petite robe noir, l’ultima geniale creazione di Mademoiselle Chanel. Istantaneamente il piccolo abito nero è diventato irrinunciabile, in ogni versione: esistenzialista come lo amava Edith Piaf, glamorous alla maniera di Audrey Hepburn, cortissimo e super-sexy come lo hanno reinterpretato Ferragamo e Versace.

PERLE
Illuminano senza distrarre l’attenzione dal volto, come fanno «i migliori amici delle ragazze». Lo deve aver tenuto a mente Damiani, che nei suoi collier di perle in perfetto stile bon-chic-bon-genre, sembra citare Grace Kelly-Lisa Freemont, impeccabile e posata giornalista di moda in La finestra sul cortile (1954). ô€€€ BORSA Sarà pur vero che la shopping non ha la grazia di una pochette (che comunque nella versione Chanel è pur sempre un must) ma vogliamo mettere la comodità di portarci dietro tutto il nostro mondo con eleganza? Il borsone di Prada farebbe invidia perfino a Mary Poppins.

CAMICIA BIANCA
Chi, più di ogni altro, ne ha fatto una sorta di trade mark, è stato il geniale Gianfranco Ferré. «Nel lessico universale » ha dichiarato «mi piace pensare che la camicia bianca sia un termine che ognuno pronuncia come vuole». E infatti eccola sobria, declinata in versione maschile da Nara Camicie o soave e leggiadra come l’ha concepita Ralph Lauren. E, per un uso altrettanto jolly, c’è anche la T-shirt dello stesso colore. Pezzi irrinunciabili. SNEAKER «L’ultima moda a New York è camminare, e in particolare, andare a piedi al lavoro (…) in sneaker » sentenziava Vogue Us nel 1983. Da allora le sneaker sono diventate un cult. Anche metallizzate, in versione glamour-chic, come le ha volute Hogan.

DÉCOLLETÉ
Alzano, donano, slanciano. Non è un caso che Linda O’Keeffe, nel suo volumeShoes (1996) le abbia battezzate «il vestito di gala del piede». Le più attraenti? Quelle firmate Christian Dior, con tacco alto e un sottile plateau.

JEANS
Oltrepassati i confini del casual, i pantaloni in tela di Genova si accostano a tutto, perfino alla pelliccia. Quelli più in voga? A fuso, classici, come li hanno pensati Exté e Jacob Cohen. 􀀀 SMOKING La prima a osarlo al femminile è stata, nei Thirties, Marlene Dietrich. Poi la strada è stata tutta in discesa e lo smoking è stato, via via, omaggiato da stilisti e griffe del lusso come Yves Saint Laurent ed Etro.

TRENCH
È bastato che nel 1928 Greta Garbo lo sfoggiasse sul set di Destino, per trasformarlo, da capo maschile, in un must al femminile. Da allora, continua la sua lunga marcia. Il più classico, ormai insensibile alle variazioni climatiche e alle previsioni meteorologiche, porta la firma di Burberry.

STIVALI
Sostengono la falcata, fanno evitare le storte, dissimulano caviglie e polpacci imperfetti. Sono gli stivali sport-chic di Fratelli Rossetti, Santoni e Geox. Ideali per la città, mai fuori luogo per un weekend in campagna.

TAILLEUR
Sobrio e squadrato. Come hanno insegnato negli anni Ottanta Melanie Griffith e Sigourney Weaver in Una donna in carriera (1988). Immancabili, nel guardaroba di una signora, quelli di Max Mara, Ferré e Armani. Per non rischiare, grigi o neri. Da mescolare con tutto il resto…

Fonte: www.repubblica.it

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